Montauro

Il Comune di Montauro, piccolo centro agricolo del versante ionico della Serre di circa 1500 abitanti (fig.1), fa parte della giurisdizione provinciale di Catanzaro e occupa la fascia pedemontana a nord della foce del torrente Soverato digradante verso il golfo di Squillace. Questa esigua fascia collinare, posta a circa 300/400 m s.l.m., è preceduta da una serie di pianori intermedi più o meno allineati, che si affacciano su una zona di pianura costiera, la piana di “Sanginaro”, spezzata a sud dalle colline di Soverato vecchia e dal centro costiero di Soverato. Montauro confina a N con i Comuni di Squillace e Stalettì, a S con quello di Montepaone, a O con i Comuni di Gasperina e Palermiti ed, infine, ad E con il mar Ionio (figg.2-3).

Montauro affonda le sue origini nell’Alto Medioevo, nel periodo in cui, per motivi di sicurezza ed insalubrità delle coste, gli insediamenti si spostano in altura. E’ ricco di monumenti storici di rilievo, tra cui la Chiesa di San Pantaleone e la Grangia di S. Anna. Ha una splendida ed estese zona marina.

 

Cenni storici

Montauro deriva il suo toponimo da una radice prelatina e preellenica “Mentaurum”. Le fonti d’archivio attestano un Lèon Mentayrites nel XII secolo, mentre in un documento del XIII secolo viene citata come  Mentábrion. Sembra leggendaria una derivazione dal latino Mons Taurus o Mons Aureus, riferito alle presunte vene d’oro rinvenute alle falde del monte Paladino, dove, secondo la storiografia locale, sorgeva un tempio dedicato al dio Toro.