La Grangia del Ceci


Su una piccola altura, a sud del torrente Franco, la Grangia del Ceci domina gran parte della piana del Sajnaro. Il complesso rurale (Casino Cenci) si è andato formando nel corso dei secoli intorno ad un torrione, databile, per confronto del paramento murario con la chiesa di San Pantaleone e la grangia di Sant’Anna, alla fine del ‘500. La torre, di forma tronco-piramidale, a base quadrangolare, presenta muri spessi fino a 1.60 m, sviluppandosi per un’altezza di circa 12 m. Un piano dell’edificio si presenta coperto a livello di terra e con un sotterraneo oscuro. In prossimità del solaio di copertura del piano è visibile un cornicione di granito di rilevante bellezza e fattura. In un angolo, all’interno, illuminato dall’unica finestra quadrata, posta in alto ad est, si arrampica una scala a chiocciola in granito intagliata. Sempre al suo interno due macine del diametro di 1.20 m sono poste l’una accanto all’altra e associate ad una vasca (1.60X0.80m, prof. 10 cm) con un foro centrale di scolo. Il complesso era, verosimilmente, autosufficiente ed in grado di gestire e curare la porzione costiera del territorio della grangia, dal momento che, al suo interno, oltre alle strutture residenziali (padronali e servili) trovavano spazio quelle destinate alla trasformazione dei prodotti (frantoio, magazzini, stalle, concimaie, una calcara ed una cisterna).

Il complesso divenuto proprietà privata, in seguito alla vendita di beni ecclesiastici operata dalla Cassa Sacra, è stato abitato fino alla metà del ‘900.