La Chiesa di San Matteo o di Ogni Santi

La Chiesa di San Matteo si trovava originariamente nei pressi del Castello. Qui si svolse un episodio importantissimo per la storia della Calabria, la donazione da parte del Gran Conte Ruggero a San Bruno di Colonia delle terre sulle quali saranno edificate la Certosa Madre di Serra S. Bruno e le diverse certose dipendenti, come quella di S.Anna a Montauro. L’atto, documentato dalle fonti scritte, è del 1096. Spostata dopo il terremoto del 1783 nell’attuale sito e annessa al monastero di Ognissanti, la chiesa si presenta con una facciata in stile tardo-barocco. Il caratteristico portale in pietra è abbellito da due singolari cariatidi a seno nudo, ed è coronato dallo stemma dell’ordine francescano, raffigurante il braccio di Cristo e quello togato di San Francesco.

Nel monastero di Ognissanti professavano il loro voto le fanciulle appartenenti alle famiglie nobili. Nel 1473 Pietro Zicchetta lascia i suoi beni per la costruzione di un ospedale per la città di Squillace, necessario per il mantenimento de poveri. In seguito, data la diminuzione dei poveri e dietro richiesta della principessa di Squillace, il pontefice Giulio III concedeva l’autorizzazione per la costruzione di un monastero dell’Ordine cistercense della congregazione di S. Bernardo. Da Messina giunsero le prime suore, compresa la badessa, ma i tumulti che sorsero tra i cittadini e la badessa e tra questa e il vicario generale del vescovo, Alfonso de Villalobos, costrinsero all’abbandono del monastero. Successivamente, nel 1586, il convento fu riaperto passando dall’Ordine cistercense alle suore dell’Ordine di S. Chiara. Dopo il terremoto del 1783, che non lasciò traccia del monastero, la chiesa del convento fu adibita come sede della parrocchia di S. Matteo Apostolo.