La Chiesa di Santa Maria del Mare

La chiesa di Santa Maria del Mare, più anticamente nota con il toponimo di Santa Maria de Vetere Squillacio, si trovava al centro della piattaforma inferiore del castrum bizantina. La chiesa sorge a 150 metri s.l.m., è orientata in senso ovest-est, con l’abside semi-cilindrica rivolta verso oriente. A pianta rettangolare allungata, misura oltre m 20x8. L’entrata, posta sul lato ovest, introduce in un’unica navata illuminata da due monofore sul prospetto settentrionale, e tre su quello meridionale. La facciata si presenta oggi nel suo rifacimento tardo-settecentesco, mentre l’apparato esterno risale, con poche modifiche, alla ricostruzione successiva alla conquista normanna. La tecnica edilizia utilizzata prevede l’impiego di materiale lapideo non lavorato e mattoni romani di riutilizzo cui si associano laterizi medievali, abbinamento che richiama le modalità costruttive della basilica bizantino-normanna di Santa Maria della Roccella (Borgia). Sono evidenti nella parte inferiore degli alzati rifacimenti post-medievali.

Accanto alla chiesa si estendeva una vasta necropoli, oggi distrutta, di cui restano solo alcuni corredi tombali di VII secolo, mentre alcuni folles (monete di bronzo bizantine) di XI secolo testimoniano una frequentazione della piattaforma fino a questo momento.  Qui va localizzata l’area dove si ergeva l’abitato principale della città, cui la necropoli si riferisce.

La distruzione del castrum ad opera dei normanni alla metà dell’XI secolo, non determinò la fine dell’attività religiosa dell’edificio che è documentato come monastero basiliano in una bolla di Onorio III del 1219. In esso si parla di un monasterium Sanctae Mariae Veteris Squillacii in quod translatum fuerat monasterium Vivariense a beato Cassiodoro fundatum. Di «un’abbazia vivariense fondata dal beato Cassiodoro (….) nella Marina», trasferita in «S. Maria de Vetero Squillacio» si parla in una  nota a margine del codice criptense contenente gli Atti della visita di Athanasio Chalkéopoulos ai monasteri di Calabria nel XV secolo. Nel 1541 sui suoi muri erant depicti diversis sanctis, riferendosi la citazione probabilmente ad una teoria di santi italo-greci.