La Cappella di Sant’Anna

La Cappella di Sant’Anna

Grazie all’indagine archeologica, è stato portato alla luce un piccolo edificio di culto ad unica navata.

A pianta rettangolare (m 9,50 x 4,50), orientata est/ovest, la cappella è impostata su di un podio cui si accedeva tramite una gradinata che immetteva su un sagrato anch’esso sopraelevato.  L’interno presentava un altare in muratura che doveva essere rivestito di marmi pregiati, mentre alcune nicchie poste ai lati del medesimo e lungo i muri perimetrali dovevano ospitare dipinti o statue. 

 Al presbiterio si accedeva tramite un arco di cui sono rimasti conservati i pilastri. L’altare era rivestito con pregiate maioliche di produzione campana, a motivi floreali con dominanza del colore blu.

Il pavimento, in parte ritrovato ancora in posto, era costituito da piastrelle di maiolica policroma decorate con motivi floreali in verde, giallo e blu su fondo bianco, prodotte probabilmente a Squillace.

Stucchi decorativi in gesso, recuperati in gran numero, dovevano ornarne le pareti nel momento di massimo splendore inquadrabile cronologicamente tra il XVII e il XVIII secolo.

Nel corso del tempo il pavimento fu riparato inserendo piastrelle di semplice terracotta, prive di decorazione.

Ai lati dell’altare in muratura sono state inoltre messe in luce due sepolture, ricavate creando una fossa sul pavimento, contenenti gli scheletri di due individui maschi che, per la posizione privilegiata nella quale sono stati deposti (nei pressi dell’altare), dovevano probabilmente aver rivestito un ruolo considerevole nella gerarchia ecclesiastica della grangia.

Le ridotte dimensioni della cappella fanno ipotizzare che fosse essere riservata esclusivamente ai monaci che risiedevano nella grangia.

Al di sotto della cappella, all’interno del podio su cui è costruita, è stato scoperto un piccolo vano ipogeo destinato ad accogliere i monaci della Grangia al termine della loro esistenza terrena; la cripta, alla quale si accede da un’apertura quadrangolare localizzata, era chiusa da una lastra di marmo.

La cripta, nella quale sono stati trovati 10 scheletri e molti reperti osteologici, ha restituito interessanti oggetti devozionali (rosari e medagliette) che apportano nuovi dati utili alla ricostruzione di quegli aspetti della fede che si concretizzano nella cultura materiale, intesa nella più ampia accezione.